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Cannabis terapeutica nelle Marche: approvata la mozione per migliorare accesso e rimborsabilità
Il Consiglio regionale delle Marche ha approvato all'unanimità una mozione per garantire la corretta applicazione della legge sulla cannabis terapeutica del 2017, superando burocrazia e resistenze mediche.
Pubblicato il 14 giugno 2025 · 4 min di lettura
La Regione Marche fa un passo avanti sulla cannabis terapeutica
La Regione Marche è dotata, dal 26 agosto 2017, di una legge regionale che disciplina l'erogazione della cannabis a scopo terapeutico e ne prevede la rimborsabilità a carico del Servizio Sanitario Regionale. Un quadro normativo all'avanguardia, almeno sulla carta — perché nella pratica quotidiana molti pazienti marchigiani hanno continuato a scontrarsi con ostacoli concreti e spesso insormontabili.
Per rispondere a questa contraddizione, il Consiglio regionale ha approvato all'unanimità, il 20 dicembre 2022, una mozione volta a garantire la corretta e piena applicazione della normativa vigente.
Cosa prevede la mozione
Il documento approvato si muove su più fronti:
- Ottimizzazione delle procedure di distribuzione del farmaco a base di cannabis nelle farmacie regionali
- Rafforzamento del monitoraggio periodico già previsto dalla legge del 2017, per verificare l'effettiva accessibilità della terapia
- Avvio di un progetto pilota per la produzione locale di sostanze e preparazioni vegetali a base di cannabis, in collaborazione con le università marchigiane e le associazioni di pazienti del territorio
Si tratta di un insieme di impegni concreti che puntano a colmare il divario tra ciò che la legge garantisce formalmente e ciò che i pazienti riescono effettivamente a ottenere.
Le difficoltà segnalate dai pazienti
Nonostante la legge regionale fosse già in vigore da oltre cinque anni, numerosi cittadini marchigiani avevano denunciato gravi problemi di accesso alla terapia. Le criticità più frequenti riguardavano:
- Iter burocratici complessi e scoraggianti, che rallentavano o bloccavano del tutto l'avvio del trattamento
- Medici restii a prescrivere farmaci a base di cannabinoidi, spesso per scarsa informazione o pregiudizi culturali
- Difficoltà di approvvigionamento nelle farmacie, con frequenti carenze di prodotto
Una situazione che, purtroppo, non è esclusiva delle Marche: si tratta di un problema diffuso in molte regioni italiane, dove la distanza tra la norma scritta e la sua applicazione reale rimane ancora molto ampia.
Il nodo culturale: la formazione dei medici
La consigliera regionale Marta Ruggeri, promotrice della mozione, ha messo il dito nella piaga con parole chiare: le segnalazioni di disservizi continuano ad arrivare, e riguardano in particolare medici che si oppongono alla prescrizione di farmaci a base di cannabinoidi. Un atteggiamento che, secondo Ruggeri, riflette un deficit di aggiornamento professionale più che una valutazione clinica fondata.
Questo aspetto è cruciale. La cannabis terapeutica è un ambito in rapida evoluzione scientifica, e molti professionisti sanitari non hanno ancora avuto l'opportunità di approfondirne le basi farmacologiche, le indicazioni terapeutiche e i protocolli di prescrizione. Il risultato è che pazienti con reali necessità cliniche si trovano di fronte a un muro, non per ragioni mediche, ma per lacune formative.
Perché la formazione medica è decisiva
Affinché una legge sulla cannabis terapeutica produca effetti concreti, non basta che esista: occorre che i medici siano informati, aggiornati e disponibili a valutare questa opzione terapeutica per i propri pazienti. La formazione continua in medicina (ECM) rappresenta lo strumento principale per colmare questo gap, e iniziative dedicate ai professionisti sanitari su questo tema sono sempre più urgenti e necessarie.
Un segnale positivo per tutta l'Italia
L'approvazione unanime della mozione marchigiana è un segnale incoraggiante, non solo per i pazienti di quella regione. Dimostra che la politica può e deve intervenire per rendere effettivi i diritti già sanciti dalla legge, e che il dialogo tra istituzioni, università, associazioni di pazienti e operatori sanitari può produrre risultati concreti.
In un paese in cui l'accesso alla cannabis terapeutica rimane ancora frammentato e disomogeneo da regione a regione, ogni passo avanti in questa direzione contribuisce a costruire un sistema più equo e più vicino ai bisogni reali delle persone.
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Tag: Legislazione, Cannabis Terapeutica, Regione Marche, Rimborsabilità, Accesso alle cure
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