← Tutti gli articoli · Legislazione
La cannabis medica in Italia: origini, varietà e usi terapeutici
Dal Decreto ministeriale del 2015 alle varietà FM1 e FM2 prodotte a Firenze: tutto ciò che devi sapere sulla cannabis terapeutica in Italia, tra storia, normativa e indicazioni cliniche.
Pubblicato il 6 dicembre 2025 · 4 min di lettura
Cannabis medica in Italia: un quadro completo tra storia, legge e clinica
La cannabis terapeutica è oggi una realtà consolidata nel sistema sanitario italiano, disciplinata dal Decreto ministeriale del 9 novembre 2015. Eppure, la storia di questa pianta nel nostro Paese è molto più antica di quanto si possa immaginare. Ripercorriamo insieme le tappe fondamentali: dalle origini millenarie fino alle varietà attualmente disponibili in farmacia e alle patologie per cui è prescrivibile.
Le radici storiche della cannabis in Italia
La cannabis è una delle piante coltivate dall'uomo da più tempo: le sue origini si collocano circa 10.000 anni fa, nelle regioni dell'Asia Centrale. Da lì, attraverso le migrazioni dei popoli nomadi, la pianta si diffuse progressivamente in tutto il continente asiatico, poi in Africa e infine nel Nord Europa, portata dagli Sciti.
Dal settentrione europeo, la canapa raggiunse le coste del Mediterraneo e l'Italia. Il suo impiego era prevalentemente tessile: durante i secoli delle grandi espansioni marittime, città come Bologna e Firenze si affermarono come centri di produzione di canapa di eccellenza. Sia le Repubbliche Marinare italiane sia la flotta britannica — che commissionava in Italia cordami e vele — contribuirono a fare del nostro Paese uno dei primi produttori mondiali di canapa.
Ma la pianta non era apprezzata solo per le sue fibre. In Asia — e in particolare in Cina e in India — erano già note le sue proprietà medicinali. In Europa, nel XIII secolo, persino Papa Giovanni XXI la menzionò in un trattato di medicina come rimedio per alcune patologie.
La svolta negativa arrivò negli anni Quaranta del Novecento: la canapa cedette terreno alla carta e al nylon, la nuova fibra sintetica importata dagli Stati Uniti. Parallelamente, la crescente consapevolezza degli effetti psicoattivi generò diffidenza istituzionale, fino al Testo Unico sulle sostanze stupefacenti del 1990, che ne vietò la coltivazione. Solo decenni dopo, con l'evoluzione della ricerca scientifica e del quadro normativo, la cannabis è stata riabilitata per uso terapeutico.
Le varietà italiane: FM1 e FM2
In Italia, la produzione nazionale di cannabis a uso medico è affidata allo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare (SCFM) di Firenze, che opera secondo le rigide direttive europee sui medicinali. L'intero ciclo produttivo è soggetto a controlli severi per prevenire contaminazioni da muffe o agenti inquinanti.
Il Ministero della Salute ha autorizzato due varietà di origine italiana:
Cannabis FM2
- THC: tra il 5% e l'8%
- CBD: tra il 7,5% e il 12%
- Disponibile sul mercato dal 2016
Cannabis FM1
- THC: tra il 13% e il 20%
- CBD: superiore all'1%
- Disponibile dal luglio 2018
Entrambe le varietà contengono sia THC (delta-9-tetraidrocannabinolo) che CBD (cannabidiolo), seppur in proporzioni diverse, e vengono prodotte nel rispetto delle norme europee di buona fabbricazione.
Le quote di produzione vengono calcolate sulla base del consumo registrato nei due anni precedenti. Qualora il fabbisogno nazionale non fosse coperto dalla sola produzione interna, è prevista la possibilità di integrazione tramite importazione.
Quando si prescrive la cannabis terapeutica?
Il Ministero della Salute chiarisce che l'uso medico della cannabis non costituisce una terapia in senso stretto, bensì un trattamento di supporto alle terapie convenzionali, da considerarsi quando queste ultime non abbiano prodotto i risultati attesi.
Le indicazioni riconosciute a livello nazionale sono sei:
- Spasticità e dolore associati a patologie come la sclerosi multipla, quando le terapie standard si siano dimostrate insufficienti
- Dolore cronico nei casi in cui antinfiammatori non steroidei, cortisonici o oppioidi non abbiano garantito un controllo adeguato del sintomo
- Nausea e vomito indotti da chemioterapia, radioterapia o terapie antiretrovirali per HIV, non gestibili con i farmaci tradizionali
- Stimolazione dell'appetito in pazienti oncologici o affetti da AIDS con anoressia, quando i trattamenti convenzionali risultino inefficaci
- Riduzione della pressione intraoculare nel glaucoma resistente alle altre terapie
- Controllo dei movimenti involontari nella sindrome di Gilles de la Tourette
Come si ottiene la prescrizione?
La cannabis terapeutica viene prescritta tramite ricetta medica non ripetibile, rilasciabile da qualsiasi medico regolarmente abilitato e iscritto all'Ordine professionale. Non è quindi necessario rivolgersi a uno specialista specifico, anche se un percorso guidato da professionisti esperti garantisce una valutazione più accurata e un monitoraggio più attento.
THCT — The House Catania: il tuo punto di riferimento a Catania
Se stai valutando se la cannabis terapeutica possa essere indicata per la tua condizione, THCT — The House Catania è il primo Medical Cannabis Social Club della città. La nostra rete medica ti accompagna in ogni fase: dalla valutazione iniziale in telemedicina fino alla gestione del percorso terapeutico, nel pieno rispetto della normativa vigente.
Prenota una consulenza online e scopri se puoi accedere a un trattamento personalizzato con cannabis medica.
Tag: cannabis terapeutica, legislazione, FM1 FM2, THC CBD, dolore cronico, normativa italiana
Vuoi un confronto medico sul tuo caso? Iscriviti a THCT e prenota una visita in telemedicina con un medico specializzato in cannabis terapeutica.