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THCP: la scoperta tutta italiana del fitocannabinoide 33 volte più potente del THC
Un team di ricercatori italiani ha isolato per la prima volta il THCP, un fitocannabinoide fino a 33 volte più efficace del THC. Ecco cosa sappiamo e perché apre nuove prospettive terapeutiche.
Pubblicato il 19 luglio 2025 · 3 min di lettura
THCP: cos'è il nuovo fitocannabinoide scoperto in Italia
Un'importante novità arriva dal mondo della ricerca scientifica italiana: un consorzio di studiosi appartenenti all'Università di Modena e Reggio Emilia, alla Sapienza di Roma, all'Università della Campania e al Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) ha identificato e isolato per la prima volta un fitocannabinoide finora sconosciuto. I risultati di questa ricerca sono stati pubblicati sulla prestigiosa rivista scientifica Nature e stanno già suscitando grande interesse nella comunità medica internazionale.
Il composto in questione si chiama THCP — acronimo di tetraidrocannabiforolo — e presenta caratteristiche farmacologiche straordinarie: nei test condotti, ha dimostrato un'efficacia fino a 33 volte superiore a quella del THC (delta-9-tetraidrocannabinolo), il cannabinoide psicoattivo più noto e studiato.
Il contesto: oltre 100 cannabinoidi nella pianta di cannabis
La pianta di cannabis è una fonte straordinariamente ricca di molecole bioattive. Ad oggi sono stati identificati più di 100 cannabinoidi diversi al suo interno. Tra questi, i più conosciuti e presenti in concentrazioni significative sono:
- CBD (cannabidiolo): non psicoattivo, con proprietà antinfiammatorie, ansiolitiche e neuroprotettive
- THC (delta-9-tetraidrocannabinolo): il principale responsabile degli effetti psicoattivi, ma anche dotato di importanti proprietà terapeutiche
A questi si aggiunge ora il THCP, che entra di diritto nel panorama dei cannabinoidi di interesse clinico.
Come è stato isolato il THCP: la Cannabis FM2 al centro della ricerca
I ricercatori italiani hanno lavorato su una varietà specifica di cannabis denominata Cannabis FM2, caratterizzata da un profilo chimico equilibrato tra THC e CBD. È proprio da questa cultivar che il gruppo di lavoro è riuscito a isolare il THCP per la prima volta al mondo.
Si tratta di un risultato di grande rilievo scientifico, che potrebbe avere implicazioni concrete anche sul piano terapeutico:
- Se il THCP è decine di volte più potente del THC, potrebbe essere possibile ottenere gli stessi effetti curativi con dosi molto più ridotte
- Questo rappresenterebbe un vantaggio significativo, soprattutto in un contesto in cui la disponibilità di cannabis ad uso medico è ancora limitata
- Minori dosaggi potrebbero inoltre tradursi in un profilo di effetti collaterali più gestibile per il paziente
Le prossime sfide della ricerca sul THCP
Nonostante l'entusiasmo della comunità scientifica, i ricercatori sono i primi a sottolineare che siamo ancora agli inizi di un percorso lungo e complesso. Le priorità per i prossimi anni includono:
Trovare varietà con concentrazioni più elevate
La Cannabis FM2 utilizzata nello studio produce quantità di THCP estremamente ridotte, insufficienti per avere effetti terapeutici rilevanti. Il passo successivo sarà quindi identificare — o sviluppare — varietà di cannabis capaci di sintetizzare questo cannabinoide in quantità maggiori e farmacologicamente utili.
Caratterizzare gli effetti sull'essere umano
I dati attualmente disponibili provengono da studi preclinici. Prima di poter parlare di applicazioni cliniche reali, sarà necessario comprendere:
- Come il THCP interagisce con il sistema endocannabinoide umano
- Se e in che misura i risultati osservati in laboratorio si replicano negli esseri umani
- Qual è il suo profilo di sicurezza e quali eventuali rischi comporta
Come hanno dichiarato gli stessi ricercatori al termine dello studio: «Abbiamo appena aperto la porta, c'è da lavorare per un'intera generazione». Un'affermazione che rende bene l'idea di quanto questa scoperta sia promettente, ma anche di quanta strada rimanga ancora da percorrere.
Perché questa scoperta è importante per i pazienti
Per chi si avvicina alla cannabis terapeutica come alternativa o complemento alle terapie convenzionali, notizie come questa rappresentano un segnale incoraggiante. La ricerca sui cannabinoidi è in continua evoluzione e ogni nuova scoperta amplia le possibilità di sviluppare trattamenti più precisi, efficaci e personalizzati.
In THCT — The House Catania seguiamo con attenzione gli sviluppi della letteratura scientifica internazionale per offrire ai nostri soci un percorso informato, aggiornato e basato sulle evidenze più recenti. Se desideri sapere se la cannabis terapeutica può essere indicata per la tua condizione, il nostro team medico è disponibile per una consulenza in telemedicina, comodamente da casa tua.
Tag: THCP, cannabinoidi, ricerca scientifica, cannabis terapeutica, innovazione
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