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Cannabis terapeutica in Veneto: prescrizioni decuplicate in cinque anni

Dal 2015 al 2019 le ricette di cannabis terapeutica in Veneto sono passate da 367 a 3.812. I dati della Regione fotografano una crescita senza precedenti.

Pubblicato il 19 novembre 2025 · 4 min di lettura

Un trend in forte ascesa: i numeri della cannabis terapeutica in Veneto

La Regione Veneto ha reso pubblici dati che confermano una tendenza ormai inequivocabile: il ricorso alla cannabis terapeutica è in costante e significativa crescita tra i pazienti italiani. Secondo la relazione annuale regionale, nell'arco di soli cinque anni le prescrizioni di farmaci a base di cannabinoidi si sono moltiplicate per dieci, segnando un cambiamento profondo nelle abitudini prescrittive dei medici e nelle scelte terapeutiche dei pazienti.


I dati della relazione regionale 2019

La relazione annuale della Regione Veneto offre una panoramica dettagliata sull'erogazione di medicinali a base di cannabinoidi. Il documento si concentra su specifiche categorie di pazienti per i quali la cannabis terapeutica rappresenta un'opzione clinica riconosciuta:

  • pazienti oncologici
  • persone con grave spasticità
  • soggetti affetti da sclerosi multipla
  • pazienti con lesioni al midollo spinale
  • chi soffre di dolore cronico resistente alle terapie convenzionali

In tutti questi casi, la cannabis terapeutica viene considerata solo quando i trattamenti farmacologici tradizionali non hanno prodotto risultati soddisfacenti.

Dalla nicchia alla diffusione: l'evoluzione delle prescrizioni

Il dato più emblematico riguarda il numero di ricette emesse: nel 2015 le prescrizioni erano appena 367, mentre nel 2019 avevano raggiunto quota 3.812 — un incremento del 940% in cinque anni. Una crescita che non ha precedenti nel panorama farmaceutico regionale e che riflette sia una maggiore consapevolezza clinica sia una progressiva normalizzazione della cannabis come strumento terapeutico.

Più pazienti trattati anno dopo anno

Anche il numero di persone in cura con cannabinoidi ha registrato un'accelerazione notevole. Confrontando i dati disponibili:

  • 2017: 1.094 pazienti in trattamento
  • 2018: 1.124 pazienti (+2,7%)
  • 2019: 1.621 pazienti (+44,2% rispetto all'anno precedente)

In appena due anni, quindi, la platea dei pazienti trattati è cresciuta di quasi il 50%, un segnale che la domanda di accesso alla cannabis terapeutica è in rapida espansione.


Chi prescrive e chi paga: il quadro organizzativo

La distribuzione delle ricette per specialità medica

Un aspetto interessante della relazione riguarda la provenienza delle prescrizioni. Nel 2019, la quota maggioritaria — pari al 56,6% — è stata emessa dai medici di medicina generale, confermando come la cannabis terapeutica stia diventando uno strumento familiare anche nella medicina di base. Il restante si divide tra:

  • 30,1% prescritto da specialisti di Terapia del dolore, Anestesia, Neurologia e Cure palliative
  • 13,3% proveniente da psichiatri, reumatologi, oncologi e altri specialisti

Chi sostiene i costi?

Sul fronte economico, il 60% delle prescrizioni è stato dispensato attraverso farmacie convenzionate con spesa a carico del paziente, mentre il restante 40% è stato coperto dal Sistema Sanitario Regionale.

In termini assoluti, nel 2019 la spesa complessiva per l'acquisto di prodotti a base di cannabis a scopo terapeutico ha raggiunto i 463.000 euro, così ripartiti:

  • 316.000 euro sostenuti direttamente dai cittadini
  • 147.000 euro a carico della Regione

Rispetto all'anno precedente, la spesa totale è aumentata di circa 190.000 euro, un incremento che rispecchia fedelmente la crescita del numero di pazienti e prescrizioni.


Efficacia percepita: cosa dicono i pazienti veneti

La relazione regionale affronta anche il tema dei risultati clinici, pur evidenziando un limite metodologico rilevante: la raccolta dei dati sull'efficacia risulta incompleta, poiché i feedback pervenuti alla Regione non coprono l'intera popolazione di pazienti trattati.

Nonostante questa lacuna, i dati disponibili indicano che il 59% dei pazienti che hanno fornito una valutazione ha riferito un miglioramento delle proprie condizioni dopo l'inizio della terapia con cannabinoidi. Un risultato incoraggiante, che tuttavia suggerisce la necessità di sistemi di monitoraggio più strutturati e capillari per misurare con maggiore precisione l'impatto reale di questi trattamenti.


Cosa ci dicono questi dati

I numeri provenienti dal Veneto non sono un caso isolato: fotografano una tendenza nazionale verso una maggiore apertura alla cannabis terapeutica come risposta concreta per patologie complesse e spesso resistenti ai farmaci convenzionali. La crescita delle prescrizioni, l'ampliamento della platea dei pazienti e l'aumento della spesa regionale sono segnali coerenti di un sistema sanitario che sta progressivamente integrando i cannabinoidi nel proprio arsenale terapeutico.

Restano tuttavia aperti nodi importanti: la copertura economica per i pazienti, la formazione dei medici prescrittori e la qualità del monitoraggio clinico sono aspetti su cui il sistema deve ancora compiere passi avanti significativi.


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Tag: cannabis terapeutica, prescrizioni, Veneto, dolore cronico, cannabinoidi, sanità italiana

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