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Sativex: cos'è, a cosa serve e come si usa
Sativex è il primo medicinale a base di cannabinoidi approvato in Italia per la sclerosi multipla. Scopri composizione, modalità d'uso ed effetti collaterali.
Pubblicato il 10 settembre 2025 · 4 min di lettura
Sativex: il primo farmaco a base di cannabis approvato in Italia
Nel panorama della cannabis terapeutica, Sativex occupa un posto del tutto particolare: si tratta del primo medicinale a base di cannabinoidi ad aver ottenuto l'autorizzazione alla commercializzazione in Italia. Il via libera ufficiale è arrivato con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del 30 aprile 2013, a cura dell'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA).
Ma di cosa si tratta esattamente? E in quali situazioni cliniche può essere impiegato? Vediamolo nel dettaglio.
Composizione e forma farmaceutica
Sativex si presenta come uno spray oromucosale, ovvero un dispositivo che eroga il farmaco direttamente all'interno della cavità orale. La sua formulazione si basa su due estratti purificati della pianta Cannabis Sativa L.:
- Delta-9-tetraidrocannabinolo (THC)
- Cannabidiolo (CBD)
Secondo quanto riportato dall'AIFA nella scheda tecnica del prodotto, ogni singola erogazione da 100 microlitri contiene 2,7 mg di THC e 2,5 mg di CBD. Il rapporto pressoché 1:1 tra i due principi attivi è una caratteristica distintiva di questo medicinale rispetto ad altre preparazioni a base di cannabis.
Per quali pazienti è indicato?
Sativex è indicato esclusivamente per gli adulti affetti da sclerosi multipla che presentino sintomi di spasticità — ovvero rigidità e contrattura muscolare involontaria — di grado moderato o grave, direttamente riconducibili alla malattia.
Tuttavia, non è un farmaco di prima scelta. La sua prescrizione è consentita soltanto quando siano verificate entrambe le seguenti condizioni:
- Il paziente non ha risposto in modo adeguato ad altri farmaci antispastici già disponibili;
- Durante un periodo di prova iniziale, il paziente ha mostrato un miglioramento clinicamente rilevante dei sintomi correlati alla spasticità.
Questo doppio criterio serve a garantire che Sativex venga impiegato nei casi in cui possa davvero fare la differenza.
Come si somministra?
L'utilizzo dello spray richiede una tecnica semplice ma precisa:
- Agitare il flacone prima di ogni utilizzo;
- Spruzzare il farmaco all'interno della guancia oppure sotto la lingua;
- Cambiare il sito di somministrazione a ogni erogazione, per evitare irritazioni locali.
Il numero di erogazioni giornaliere varia da persona a persona e viene stabilito dal medico prescrittore, che calibra la dose in modo graduale e progressivo. Il limite massimo consentito è di 12 spruzzi al giorno, da somministrare con un intervallo minimo di 15 minuti tra uno e l'altro.
Conservazione
- Prima dell'apertura: in frigorifero, in posizione verticale e nella confezione originale;
- Dopo l'apertura: a temperatura ambiente (non superiore a 25 °C), da consumare entro 42 giorni.
Il periodo di prova: come funziona?
Prima di avviare un trattamento continuativo con Sativex, ogni paziente deve sottoporsi a una fase di valutazione della durata di 4 settimane. Al termine di questo periodo, il neurologo analizza:
- Il grado di rigidità muscolare residua;
- L'entità dei miglioramenti rispetto alla situazione di partenza;
- L'efficacia comparativa rispetto alle terapie già in corso.
Se i risultati confermano un beneficio clinico reale, il trattamento può proseguire. In assenza di miglioramenti significativi, invece, la terapia viene interrotta. Questo approccio protegge il paziente da un'esposizione prolungata a un farmaco che, in quel caso specifico, non starebbe producendo l'effetto desiderato.
Chi può prescrivere Sativex?
Sativex rientra nella categoria dei medicinali a prescrizione medica limitativa, con rinnovo obbligatorio a ogni ciclo terapeutico. La prescrizione può essere emessa esclusivamente da:
- Centri ospedalieri autorizzati;
- Specialisti neurologi (sigla RNRL).
Non è quindi un farmaco acquistabile su ricetta del medico di base, ma richiede la presa in carico da parte di uno specialista del sistema nervoso.
Effetti collaterali: cosa aspettarsi?
I dati sugli effetti indesiderati provengono da un programma clinico che ha coinvolto circa 1.500 pazienti con sclerosi multipla. Gli effetti collaterali più frequentemente riportati sono:
- Capogiri
- Affaticamento
Entrambi tendono a risolversi spontaneamente nell'arco di pochi giorni oppure in seguito a una riduzione temporanea del numero di erogazioni giornaliere.
Meno frequentemente possono comparire:
- Sonnolenza;
- Visione offuscata;
- Difficoltà nell'eloquio;
- Alterazioni dell'alvo (stitichezza o diarrea).
Le reazioni avverse di lieve o moderata entità si manifestano perlopiù nelle prime fasi del trattamento e tendono a scomparire proseguendo la terapia, senza necessità di sospenderla.
Sativex e cannabis terapeutica: un quadro più ampio
Sativex rappresenta un punto di riferimento importante nella storia della cannabis medica in Italia, ma è solo uno degli strumenti disponibili nell'ambito della terapia con cannabinoidi. Per molti pazienti con patologie croniche, dolore resistente o altre condizioni complesse, esistono percorsi terapeutici personalizzati che vanno ben oltre questo singolo farmaco.
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Tag: Sativex, Sclerosi Multipla, Spasticità, Cannabinoidi, Farmaci Cannabis, THC CBD
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