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Cannabigerolo (CBG): cos'è e quali sono le sue proprietà terapeutiche
Il CBG è il precursore di THC e CBD nella pianta di cannabis. Scopri le sue caratteristiche, il suo profilo legale e il suo promettente potenziale terapeutico.
Pubblicato il 23 ottobre 2025 · 4 min di lettura
Che cos'è il CBG, il "precursore" della cannabis
Tra i numerosi composti presenti nella pianta di cannabis, il cannabigerolo (CBG) è ancora relativamente poco studiato rispetto ai suoi "fratelli" più celebri, THC e CBD. Eppure, le ricerche disponibili suggeriscono che questo fitocannabinoide possa nascondere un potenziale terapeutico tutt'altro che trascurabile.
I fitocannabinoidi sono sostanze prodotte direttamente dalla pianta di cannabis — a differenza degli endocannabinoidi, che invece vengono sintetizzati naturalmente dal nostro organismo. Il CBG appartiene a questa famiglia e si distingue per un ruolo del tutto particolare: è il primo cannabinoide a formarsi durante la crescita della pianta.
Il CBGA: la forma acida da cui tutto ha inizio
All'interno dei tricomi — le minuscole ghiandole resinose visibili sulla superficie della pianta — il cannabigerolo si trova inizialmente nella sua forma acida, il CBGA (acido cannabigerolico). Questo composto rappresenta il punto di partenza biochimico da cui si originano gli acidi precursori di THC, CBD e degli altri principali cannabinoidi.
Dopo la raccolta, le infiorescenze vengono essiccate e lavorate. Il calore applicato durante questi processi innesca la cosiddetta decarbossilazione: una reazione chimica che rimuove un gruppo carbossilico dalle molecole acide, trasformandole nelle rispettive forme neutre — tra cui, appunto, THC, CBD e CBG.
Un dato interessante: durante la fase di fioritura della pianta, il CBG è il cannabinoide più abbondante in assoluto. Tuttavia, una volta completata l'essiccazione, la sua concentrazione scende generalmente al di sotto dell'1% del totale. Questa scarsa presenza nel prodotto finale ha storicamente limitato l'interesse della comunità scientifica nei suoi confronti.
CBG e legislazione: un profilo legale favorevole
A differenza del THC, il CBG non è incluso nella Convenzione delle Nazioni Unite sulle sostanze psicotrope. Questo significa che, nella grande maggioranza dei Paesi, il cannabigerolo e i suoi derivati sono considerati legali. La ragione è semplice: il CBG non produce effetti psicoattivi, non altera la percezione né lo stato di coscienza di chi lo assume.
Il potenziale terapeutico del CBG
Nonostante la sua relativa scarsità nella pianta matura, il CBG interagisce con il sistema endocannabinoide in modo analogo agli altri cannabinoidi, aprendo scenari interessanti sul piano clinico.
Effetti su ansia, muscoli e dolore
Alcuni studi risalenti a decenni fa hanno evidenziato la capacità del CBG di inibire il reuptake dell'acido gamma-amminobutirrico (GABA), un neurotrasmettitore inibitorio fondamentale per la regolazione dell'eccitabilità nervosa. Questo meccanismo si tradurrebbe in un'azione rilassante, potenzialmente utile nella gestione dell'ansia e della tensione muscolare.
Sempre nella seconda metà del Novecento, ricerche preliminari avevano già documentato le proprietà analgesiche e antifungine del cannabigerolo, aprendo la strada a ulteriori approfondimenti.
Applicazioni oncologiche e dermatologiche
Le ricerche più recenti hanno ampliato notevolmente l'orizzonte delle possibili applicazioni terapeutiche del CBG:
- Potenziale antitumorale: studi preliminari hanno indicato una possibile efficacia contro alcune forme di cancro, tra cui quello al seno, alla pelle e alla prostata.
- Psoriasi: il CBG sembrerebbe in grado di inibire la proliferazione dei cheratinociti, le cellule epiteliali la cui crescita incontrollata è alla base di questa patologia cutanea.
Altre aree di ricerca promettenti
Il profilo farmacologico del cannabigerolo si arricchisce ulteriormente con altre potenziali indicazioni:
- Glaucoma: il CBG potrebbe contribuire a ridurre la pressione intraoculare, un fattore chiave nella progressione di questa malattia oculare.
- Malattie infiammatorie intestinali: sono stati osservati effetti antinfiammatori a livello del tratto gastrointestinale.
- Disfunzioni vescicali: alcune evidenze suggeriscono un ruolo del CBG nella regolazione della funzionalità della vescica.
- Depressione e nausea: il cannabigerolo è stato studiato anche come potenziale antidepressivo e antiemetico, aprendo prospettive interessanti per i pazienti che non rispondono adeguatamente ai trattamenti convenzionali.
CBG e cannabis terapeutica: uno sguardo al futuro
Il CBG rappresenta uno dei fronti più stimolanti della ricerca sulla cannabis medica. La sua assenza di effetti psicoattivi, unita a un profilo di potenziale terapeutico ampio e variegato, lo rende un candidato di grande interesse per lo sviluppo di nuovi approcci farmacologici.
È importante sottolineare che la maggior parte degli studi citati è ancora in fase preliminare o preclinica: sono necessarie ulteriori ricerche cliniche sull'essere umano per confermare l'efficacia e la sicurezza del cannabigerolo nelle diverse indicazioni.
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Tag: CBG, cannabigerolo, fitocannabinoidi, cannabis medica, sistema endocannabinoide
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