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CBD e THC come antivirali contro SARS-CoV-2: cosa dice lo studio coreano
Uno studio pubblicato sull'International Journal of Biological Macromolecules ha valutato l'attività antivirale di CBD e THC contro il coronavirus, con risultati promettenti rispetto ai farmaci di riferimento.
Pubblicato il 21 novembre 2025 · 3 min di lettura
Cannabinoidi e Covid-19: un nuovo fronte di ricerca
La pandemia da SARS-CoV-2 ha spinto la comunità scientifica internazionale a esplorare ogni possibile strumento terapeutico. Tra le molecole finite sotto la lente dei ricercatori figurano anche i cannabinoidi, in particolare il cannabidiolo (CBD) e il delta-9-tetraidrocannabinolo (THC). Un gruppo di scienziati sudcoreani ha pubblicato i risultati di un'indagine approfondita sull'International Journal of Biological Macromolecules nei primi giorni di dicembre, aprendo scenari interessanti sul potenziale antivirale di queste sostanze.
Lo studio: metodologia e cannabinoidi analizzati
L'obiettivo principale della ricerca era determinare se e in che misura i cannabinoidi fossero in grado di contrastare il nuovo coronavirus. Per farlo, i ricercatori hanno preso in esame un panel di 32 cannabinoidi distinti, selezionando successivamente i 5 candidati più promettenti per sottoporli a test antivirali in vitro.
Le molecole approfondite nel dettaglio erano:
- Delta-9-acido tetraidrocannabinolico
- Delta-9-tetraidrocannabinolo (THC)
- Cannabinolo (CBN)
- Acido cannabidiolico (CBDA)
- Cannabidiolo (CBD)
Questi composti sono stati valutati per la loro capacità di inibire la replicazione di SARS-CoV-2 in condizioni di laboratorio.
I risultati: doppia azione antivirale
Secondo i dati emersi dallo studio, CBD e THC hanno mostrato una potente attività antivirale contro SARS-CoV-2. Il meccanismo d'azione ipotizzato dai ricercatori opera su due livelli distinti e complementari:
- Inibizione enzimatica: i cannabinoidi bloccherebbero il processo di traduzione virale agendo sull'enzima SARS-CoV-2 M pro (proteasi principale del virus), fondamentale per la sua replicazione.
- Modulazione infiammatoria: CBD e THC ridurrebbero i livelli di citochine pro-infiammatorie interagendo con il recettore CB2 del sistema endocannabinoide, contribuendo così a contenere la risposta immunitaria eccessiva tipica delle forme gravi di Covid-19.
Grazie a questo duplice meccanismo, gli autori dello studio concludono che "CBD e THC potrebbero funzionare come agenti a doppia azione nel trattamento delle infezioni da coronavirus umano".
Confronto con i farmaci antivirali di riferimento
Un dato particolarmente rilevante riguarda il confronto tra i cannabinoidi e i farmaci antivirali già in uso clinico. Nello studio sono stati inclusi come termine di paragone lopinavir, remdesivir e clorochina. I risultati hanno evidenziato che:
THC e CBD si sono rivelati molecole antivirali più potenti contro SARS-CoV-2 rispetto ai farmaci di riferimento lopinavir, clorochina e remdesivir nei test condotti.
I ricercatori hanno quindi avanzato l'ipotesi di impiegare questi due cannabinoidi nel trattamento dei pazienti affetti da Covid-19, in combinazione con altre molecole farmacologiche, sottolineando la necessità di ulteriori studi clinici per confermare i risultati ottenuti in laboratorio.
Un filone di ricerca in crescita
Quello condotto dal gruppo coreano non rappresenta un caso isolato. Negli ultimi anni diversi team scientifici hanno investigato le proprietà della cannabis terapeutica in relazione al SARS-CoV-2, con un focus particolare sulla gestione dei sintomi più gravi, tra cui:
- La sindrome da distress respiratorio acuto (ARDS)
- Le tempeste di citochine associate alle forme severe della malattia
- I quadri infiammatori sistemici prolungati
In molti di questi lavori si è giunti alla conclusione che i cannabinoidi potrebbero offrire un contributo significativo nella gestione clinica del coronavirus, sebbene la ricerca sia ancora in una fase preliminare e i dati provengano prevalentemente da modelli in vitro o preclinici.
Prospettive future
I risultati di questi studi sono incoraggianti, ma gli stessi autori ribadiscono che ulteriori ricerche cliniche saranno indispensabili per tradurre le evidenze di laboratorio in protocolli terapeutici validati per i pazienti. La complessità del sistema endocannabinoide e le sue interazioni con il sistema immunitario rendono questo campo di indagine particolarmente fertile e meritevole di investimenti scientifici.
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Tag: CBD, THC, SARS-CoV-2, antivirale, Covid-19, cannabinoidi
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