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CBD per le epilessie pediatriche resistenti ai farmaci: cosa dice la ricerca

Uno studio italiano analizza le prove scientifiche sull'uso del cannabidiolo nelle epilessie pediatriche refrattarie, dalla sindrome di Dravet a Lennox-Gastaut.

Pubblicato il 13 dicembre 2025 · 4 min di lettura

Il cannabidiolo come opzione terapeutica nell'epilessia pediatrica refrattaria

Negli ultimi anni la ricerca sulla cannabis terapeutica ha conosciuto una crescita significativa, con un interesse sempre più marcato verso le sue potenziali applicazioni cliniche. Tra i campi di studio più attivi spicca l'impiego dei due principali cannabinoidi — il Δ-9-tetraidrocannabinolo (THC) e il cannabidiolo (CBD) — nel trattamento delle forme di epilessia pediatrica che non rispondono alle terapie farmacologiche convenzionali.

Un gruppo di ricercatori italiani ha pubblicato una revisione sistematica dal titolo Trattamento con cannabidiolo per epilessie refrattarie in pediatria, che raccoglie e analizza le evidenze scientifiche disponibili sull'utilizzo del CBD in questa specifica popolazione di pazienti.


Dalle origini storiche alle prime evidenze cliniche

L'utilizzo della cannabis per contrastare gli spasmi infantili ha radici lontane. Già nel 1840, il medico britannico William Brook O'Shaughnessy documentò in India il trattamento di un neonato di soli 40 giorni con preparati a base di cannabis. Da allora, numerosi casi clinici hanno progressivamente evidenziato come il CBD possa risultare efficace contro le crisi epilettiche resistenti ai farmaci tradizionali nei bambini.

Le prime ricerche, richiamate dagli studiosi italiani nella loro revisione, suggerivano già che il cannabidiolo «può ridurre la frequenza delle convulsioni e portare a miglioramenti della qualità della vita nei bambini affetti da epilessia refrattaria». Un impulso decisivo all'interesse scientifico è arrivato dalla scoperta del ruolo del sistema endocannabinoide: quando attivato, questo sistema sembra esercitare un effetto protettivo, contribuendo a prevenire le convulsioni associate alle crisi epilettiche.


Il caso della sindrome di Dravet e i dati sugli oli di CBD

Tra i casi più citati in letteratura e riportati nella revisione italiana, uno dei più noti riguarda una bambina statunitense di 5 anni a cui, nel 2013, fu diagnosticata la sindrome di Dravet — una rara e grave forma di epilessia — con oltre 50 crisi al mese. Dopo essere stata trattata con una preparazione di cannabis ad alto contenuto di CBD, in soli 3 mesi le crisi si ridussero di oltre il 90%.

Altri ricercatori hanno successivamente approfondito l'effetto degli estratti di cannabis su campioni più ampi. Un recente studio retrospettivo, citato nella revisione, ha valutato l'impatto dell'olio di CBD su 108 bambini con epilessia per una durata media di 6 mesi, con i seguenti risultati:

  • Nel 29% dei pazienti si è registrata una riduzione delle crisi pari ad almeno il 50%
  • Nel 10% dei casi le crisi sono scomparse completamente

Globalmente, gli autori della revisione sottolineano che «gli studi sugli oli con CBD indicano una riduzione del 50% delle convulsioni in circa il 30–40% dei pazienti». Va tuttavia precisato che la maggior parte di queste ricerche è di natura retrospettiva o osservazionale e si basa su campioni di dimensioni ridotte, il che limita la solidità delle conclusioni.


Studi controllati e approvazioni regolatorie

Negli ultimi anni sono stati condotti trial clinici controllati con placebo specificamente per due condizioni:

  • Sindrome di Lennox-Gastaut
  • Sindrome di Dravet

In entrambi i casi, il CBD ha dimostrato un'efficacia sufficientemente robusta da convincere le autorità regolatorie internazionali:

  • 2018 — FDA (USA): approvazione del CBD come «farmaco antiepilettico aggiuntivo nei bambini a partire dai 2 anni» affetti dalle due sindromi
  • 2019 — EMA (Europa): approvazione analoga a livello europeo
  • Ottobre (anno di riferimento dello studio) — Ministero della Salute italiano: inserimento nella tabella dei medicinali della categoria «composizioni per somministrazione ad uso orale di cannabidiolo ottenuto da estratti di cannabis»

Il decreto ministeriale precisava inoltre che era in corso, presso l'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), la valutazione di una richiesta di autorizzazione alla commercializzazione di un medicinale in soluzione orale a base di cannabidiolo.


Limiti attuali e prospettive future

Nonostante i risultati promettenti per le sindromi di Dravet e Lennox-Gastaut, gli autori della revisione italiana sottolineano con chiarezza che, per la maggior parte delle altre forme di epilessia pediatrica, le prove a sostegno dell'efficacia del CBD rimangono ancora preliminari e insufficienti per trarre conclusioni definitive.

Le epilessie farmacoresistenti nei bambini rappresentano dunque una sfida clinica aperta, che richiede:

  • Studi randomizzati e controllati su campioni più ampi
  • Follow-up a lungo termine per valutare sicurezza ed efficacia nel tempo
  • Ricerche che esplorino il profilo di risposta in condizioni epilettiche diverse dalle due sindromi già studiate

Il percorso scientifico è ancora lungo, ma le evidenze accumulate fino ad oggi offrono una base solida su cui costruire un utilizzo terapeutico sempre più consapevole e mirato del CBD nel trattamento delle epilessie pediatriche refrattarie.


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Tag: CBD, epilessia pediatrica, cannabidiolo, sindrome di Dravet, cannabis terapeutica, neurologia

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