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Cannabis terapeutica e dolore cronico: cosa dice l'ultimo grande studio canadese
Uno studio su 1.000 pazienti pubblicato sul Canadian Journal of Anesthesia mostra come la cannabis terapeutica riduca il dolore cronico e dimezzi il consumo di oppioidi nel lungo periodo.
Pubblicato il 12 novembre 2025 · 3 min di lettura
Cannabis terapeutica contro il dolore cronico: una ricerca da mille pazienti
L'impiego della cannabis terapeutica nel trattamento del dolore cronico è uno degli ambiti di ricerca più attivi a livello internazionale. Negli ultimi anni, numerosi team scientifici hanno cercato di stabilire con dati concreti se — e in che misura — i preparati a base di cannabis possano rappresentare un'opzione reale per chi convive quotidianamente con il dolore.
Un contributo importante in questa direzione arriva dal Canada: uno studio osservazionale di ampio respiro, pubblicato sul Canadian Journal of Anesthesia, ha analizzato i dati di mille pazienti con dolore cronico, tracciando un quadro dettagliato sull'efficacia a lungo termine della cannabis medica.
Come è stato condotto lo studio
I partecipanti sono stati reclutati tra l'8 settembre 2015 e il 31 luglio 2018 presso cliniche di cannabis comunitarie nella provincia dell'Ontario, in Canada. I ricercatori hanno raccolto:
- dati demografici di ciascun paziente;
- informazioni sui modelli di consumo di cannabis;
- misurazioni dell'intensità del dolore e dei cosiddetti punteggi di interferenza correlata al dolore — ovvero quanto il dolore limitasse le attività quotidiane;
- valutazioni su ansia, depressione, qualità della vita e stato di salute generale;
- dati sull'uso auto-riferito di oppioidi.
Le rilevazioni sono state effettuate in quattro momenti distinti: all'inizio dello studio (baseline), poi a 3, 6 e 12 mesi dall'avvio del trattamento.
I risultati principali
Dei mille pazienti arruolati, il 76% (757 persone) ha partecipato ad almeno una delle fasi di follow-up. Nello specifico:
- a 6 mesi sono stati monitorati 230 partecipanti (30,4% del totale);
- a 12 mesi il follow-up ha riguardato 104 pazienti (13,7%).
L'88% dei partecipanti dichiarava di utilizzare la cannabis principalmente per alleviare il dolore.
Dolore e salute generale: miglioramenti significativi
L'analisi statistica ha evidenziato che il trascorrere del tempo era associato a un miglioramento significativo sia dell'intensità del dolore sia dei sintomi generali di salute. In altre parole, i benefici tendevano a consolidarsi nel corso dei mesi, non a svanire.
Tra i pazienti seguiti per almeno sei mesi, i ricercatori hanno registrato una riduzione dei punteggi di intensità del dolore e di interferenza correlata al dolore, accompagnata da un miglioramento complessivo degli indicatori di salute rispetto ai valori iniziali.
Dimezzato l'uso di oppioidi
Uno dei dati più rilevanti riguarda il consumo di farmaci oppioidi: la quota di pazienti che ne faceva uso è scesa dal 40,8% iniziale al 23,9% a 12 mesi dall'inizio del trattamento con cannabis. Si tratta di una riduzione di circa la metà, un risultato di grande importanza considerando i rischi di dipendenza e gli effetti avversi legati all'uso prolungato di oppioidi.
Le sfide della ricerca osservazionale a lungo termine
Gli autori dello studio sottolineano che la raccolta di dati osservazionali nel lungo periodo rappresenta la principale difficoltà metodologica in questo campo. Non è semplice mantenere il contatto con i pazienti per mesi o anni, e questo spiega perché la percentuale di follow-up a 12 mesi sia relativamente contenuta.
Ciononostante, i dati disponibili — in particolare quelli relativi al sottogruppo di pazienti seguiti per sei mesi o più — offrono indicazioni clinicamente rilevanti sull'efficacia della cannabis terapeutica nel controllo del dolore cronico nel tempo.
Cosa significa per i pazienti italiani
In Italia, la cannabis terapeutica è prescrivibile da medici specialisti per diverse condizioni, tra cui il dolore cronico refrattario ai trattamenti convenzionali. Studi come quello canadese alimentano il dibattito scientifico e supportano l'appropriatezza clinica di questa opzione terapeutica, soprattutto per chi non ha trovato sollievo sufficiente con le terapie tradizionali.
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Tag: dolore cronico, cannabis terapeutica, oppioidi, studi clinici, qualità della vita
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