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Cannabis terapeutica nel carcinoma prostatico: CBD e CBG nei modelli preclinici
Nuove evidenze scientifiche mostrano come CBD e CBG possano agire sulle cellule del cancro alla prostata ormono-refrattario. Scopri cosa dice la ricerca.
Pubblicato il 7 maggio 2025 · 4 min di lettura
Che cos'è il carcinoma prostatico
Il cancro alla prostata è una delle neoplasie più frequenti nella popolazione maschile. Origina nel tessuto della prostata, la ghiandola dell'apparato genito-urinario collocata al di sotto della vescica e anteriormente al retto, ed è caratterizzato dalla proliferazione anomala e incontrollata delle cellule prostatiche.
Nelle fasi iniziali la malattia è spesso asintomatica: si stima che circa il 30% dei casi venga diagnosticato quando il tumore ha già superato i confini della ghiandola. Con la progressione della malattia possono comparire:
- disturbi urinari (difficoltà o dolore durante la minzione)
- problemi eiaculatori, poiché la prostata contribuisce alla produzione del liquido seminale
- dolore pelvico
La diagnosi precoce rimane fondamentale e si avvale di strumenti come l'esplorazione rettale digitale, il dosaggio sierico del PSA (Antigene Prostatico Specifico) e la biopsia prostatica.
Tipologie di tumore prostatico
La forma più comune è l'adenocarcinoma, che trae origine dalle cellule ghiandolari della prostata e rappresenta la grande maggioranza dei casi diagnosticati. Esistono varianti più rare — carcinoma a piccole cellule, a cellule squamose, a cellule transizionali — generalmente caratterizzate da un comportamento biologico più aggressivo e da esigenze terapeutiche specifiche.
Fattori di rischio
Tra i principali fattori di rischio riconosciuti dalla letteratura scientifica troviamo:
- Età: l'incidenza aumenta progressivamente con l'avanzare degli anni
- Storia familiare: avere un parente di primo grado con diagnosi di tumore prostatico raddoppia il rischio individuale
- Alterazioni genetiche: mutazioni in specifici geni predisponenti
- Livelli ormonali elevati: il testosterone, in particolare, è ritenuto un fattore che può favorire la crescita delle cellule prostatiche
- Stile di vita e alimentazione: obesità e dieta sono oggetto di studio, sebbene le evidenze richiedano ulteriori approfondimenti per definirne il peso specifico
Opzioni terapeutiche disponibili
La scelta del trattamento dipende dalle caratteristiche cliniche del paziente e dallo stadio della malattia. Le principali opzioni includono:
- Chirurgia (prostatectomia radicale): rimozione dell'intera ghiandola prostatica
- Radioterapia: a fasci esterni oppure interna (brachiterapia, con impianto di piccoli semi radioattivi direttamente nella prostata)
- Terapia ormonale (o terapia di deprivazione androgenica): indicata nelle forme metastatiche, mira a ridurre o bloccare l'azione degli ormoni maschili che stimolano la crescita tumorale
- Chemioterapia: riservata ai casi avanzati o con elevato carico metastatico
- Terapie mirate e sorveglianza attiva: quest'ultima prevede un monitoraggio stretto senza trattamento immediato, in attesa di segni di progressione
Cannabis terapeutica e carcinoma prostatico: cosa dice la ricerca
In ambito oncologico, la cannabis terapeutica è già riconosciuta come terapia di supporto per la gestione degli effetti collaterali dei trattamenti convenzionali: dolore, nausea, vomito e perdita di appetito sono tra i sintomi su cui i cannabinoidi mostrano un'azione documentata.
Ma nel caso specifico del tumore alla prostata, la ricerca scientifica sta esplorando un ruolo potenzialmente più diretto dei cannabinoidi.
Lo studio del CNR-ICB su CBD e CBG
Un recente studio condotto dall'Istituto di Chimica Biomolecolare del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-ICB) ha analizzato l'effetto del cannabidiolo (CBD) e del cannabigerolo (CBG) sul cancro alla prostata ormono-refrattario (HRPC), ovvero quella forma di neoplasia che non risponde più alla terapia ormonale e che rappresenta una delle sfide cliniche più complesse.
I risultati principali emersi dallo studio sono:
- Entrambi i cannabinoidi inducono la morte delle cellule HRPC attraverso meccanismi non convenzionali rispetto alle terapie standard
- Il CBD aumenta la capacità glicolitica e inibisce la fosforilazione ossidativa nelle cellule HRPC resistenti all'Enzalutamide, modificando la plasticità metabolica tramite la modulazione del VDAC1 e della Hexokinase II
- In modelli murini di cancro alla prostata, CBD e CBG hanno mostrato effetti anti-tumorali in vivo, sia somministrati singolarmente sia in combinazione tra loro
Questi dati preclinici suggeriscono che CBD e CBG potrebbero avere una potenziale utilità come agenti coadiuvanti nei protocolli di trattamento del carcinoma prostatico ormono-refrattario, aprendo scenari interessanti per la ricerca clinica futura.
Perché è importante questa scoperta
Il carcinoma prostatico ormono-refrattario rappresenta una condizione particolarmente difficile da gestire: una volta che le cellule tumorali sviluppano resistenza alla terapia ormonale, le opzioni disponibili si riducono significativamente. L'identificazione di molecole in grado di agire su meccanismi metabolici alternativi — come quelli modulati dal CBD — apre nuove prospettive terapeutiche che meritano di essere approfondite con studi clinici controllati.
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Tag: carcinoma prostatico, CBD, CBG, cannabinoidi, oncologia, cannabis medica
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