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Cannabis terapeutica e acufene: cosa dice la ricerca sui cannabinoidi

L'acufene è un disturbo cronico senza cure specifiche. Uno studio neuro-otologico suggerisce che i cannabinoidi potrebbero alleviare ronzii, ansia e disturbi del sonno.

Pubblicato il 13 giugno 2025 · 4 min di lettura

Cos'è l'acufene e perché è così difficile da trattare

L'acufene è un disturbo uditivo che si manifesta con la percezione soggettiva di suoni — ronzii, fischi, sibili o tintinnii — in assenza di qualsiasi fonte sonora esterna. Può interessare uno o entrambi gli orecchi, presentarsi in forma transitoria o diventare cronico, e variare notevolmente per intensità e frequenza nel tempo.

L'impatto sulla vita quotidiana è tutt'altro che trascurabile: chi ne soffre spesso riferisce:

  • difficoltà di concentrazione nelle attività lavorative e sociali
  • stati d'ansia e stress persistenti
  • disturbi del sonno che si ripercuotono sull'energia e sull'umore
  • una generale riduzione della qualità della vita

Nonostante la diffusione del problema, non esiste ancora un trattamento farmacologico di riferimento per l'acufene. Le cause sono eterogenee e i sintomi variano sensibilmente da persona a persona, rendendo difficile l'individuazione di una terapia universalmente efficace. Alcuni farmaci vengono impiegati per gestire le condizioni associate o attenuare i sintomi più invalidanti, ma senza un protocollo consolidato.


I cannabinoidi sotto la lente della ricerca

Lo studio neuro-otologico

Uno studio pubblicato sul Journal of Otolaryngology — Head & Neck Surgery ha analizzato le opinioni e le abitudini d'uso della cannabis in un gruppo di pazienti affetti da acufene, reclutati presso una clinica neuro-otologica specializzata.

Al centro dell'indagine, 45 pazienti con acufene come sintomo principale (età media 54,5 anni; 31 donne e 14 uomini) hanno risposto a un questionario strutturato in 18 domande, volto a esplorare percezioni, atteggiamenti e modalità di utilizzo della cannabis terapeutica.

I risultati principali

I dati emersi sono significativi:

  • Il 96% dei partecipanti si è dichiarato disposto a valutare l'uso di cannabis come opzione terapeutica per il proprio acufene.
  • Tra coloro che avevano già fatto ricorso alla cannabis, l'80% ha riportato un miglioramento dei sintomi correlati, tra cui vertigini, ansia, dolore fisico e difficoltà a dormire.
  • Le formulazioni preferite erano quelle commestibili (62%), in compresse (58%) e in crema topica (47%).

Le preoccupazioni dei pazienti

Accanto all'interesse, sono emerse anche riserve comprensibili:

  • Il 60% dei partecipanti ha espresso timori legati agli effetti collaterali psicosociali.
  • Il 53% ha manifestato preoccupazioni sulle possibili ripercussioni sulla salute fisica.
  • Il 29% ha indicato il costo come un ostacolo concreto all'accesso.

Un dato particolarmente rilevante riguarda le fonti di informazione: oltre la metà dei pazienti ha scoperto le potenzialità della cannabis tramite amici o familiari, mentre soltanto il 22% aveva ricevuto indicazioni da un medico. Questo squilibrio sottolinea quanto sia ancora carente il dialogo clinico su questo tema.


Perché i cannabinoidi potrebbero agire sull'acufene

Dal punto di vista fisiopatologico, l'interesse per i cannabinoidi nel trattamento dell'acufene si fonda su alcune proprietà note di queste molecole:

  • Modulazione dell'ipereccitabilità neuronale: l'acufene è spesso associato a un'attività anomala e persistente nei circuiti uditivi centrali; i cannabinoidi potrebbero contribuire a ridurre questa iperattività.
  • Effetto neuroprotettivo: alcune evidenze suggeriscono un ruolo dei cannabinoidi nella protezione delle strutture uditive da danni acustici.
  • Analogie con altre patologie trattate con cannabis: l'acufene condivide caratteristiche fisiologiche con condizioni in cui la cannabis terapeutica ha già dimostrato benefici, come certi tipi di dolore cronico e disturbi del sonno.

Cosa manca ancora: la necessità di ulteriori ricerche

I risultati dello studio sono incoraggianti, ma gli stessi autori invitano alla cautela. Sono indispensabili ricerche più ampie e rigorose per:

  • confermare l'efficacia dei cannabinoidi sull'acufene in studi controllati e randomizzati
  • definire dosaggi ottimali e le modalità di somministrazione più appropriate
  • valutare gli effetti a lungo termine in pazienti con acufene cronico
  • mappare le possibili interazioni con altri farmaci comunemente utilizzati

In questa fase, la cannabis terapeutica rappresenta una strada promettente ma ancora in esplorazione, da percorrere sempre sotto la supervisione di un medico specializzato.


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Tag: acufene, cannabinoidi, cannabis terapeutica, disturbi uditivi, neurologia, qualità della vita

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