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Cannabis e Covid: cosa dicono gli studi su CBGA, CBDA e CBC
Ricercatori dell'Oregon State University hanno individuato in CBGA e CBDA la capacità di bloccare la proteina Spike del SARS-CoV-2. Ecco cosa sappiamo finora.
Pubblicato il 30 luglio 2025 · 3 min di lettura
Cannabinoidi acidi contro il SARS-CoV-2: cosa emerge dalla ricerca\n\nMentre la pandemia da SARS-CoV-2 ha continuato a evolversi con successive ondate, la comunità scientifica non ha smesso di esplorare nuove strade terapeutiche e preventive. Tra queste, un filone di ricerca particolarmente interessante riguarda alcuni componenti della pianta di canapa e il loro potenziale ruolo nel contrastare il virus.\n\nUno studio pubblicato sul Journal of Natural Products, condotto da un gruppo di ricercatori della Oregon State University, ha portato alla luce dati degni di attenzione: specifici acidi cannabinoidi potrebbero essere in grado di ostacolare l'ingresso del virus nelle cellule umane.\n\n---\n\n## CBGA e CBDA: bloccare la proteina Spike\n\nSecondo i risultati della ricerca dell'Oregon, due composti presenti nella canapa — l'acido cannabigerolico (CBGA) e l'acido cannabidiolico (CBDA) — mostrerebbero la capacità di legarsi alla proteina Spike del SARS-CoV-2, quella struttura che il virus utilizza per agganciarsi alle cellule e avviare l'infezione.\n\nImpedendo questo legame, CBGA e CBDA potrebbero di fatto bloccare la penetrazione virale nelle cellule, riducendo il rischio di infezione. Un aspetto particolarmente rilevante è che entrambi questi acidi:\n\n- sono già stati oggetto di studi precedenti sull'essere umano;\n- presentano un profilo di sicurezza consolidato;\n- non sembrano associati a effetti collaterali significativi.\n\nI ricercatori hanno inoltre verificato l'efficacia di questi composti nei confronti di diverse varianti del virus. Richard Van Breemen, tra i principali autori dello studio, ha dichiarato: «La nostra ricerca ha dimostrato che i componenti della cannabis risultavano ugualmente efficaci contro le varianti di SARS-CoV-2, inclusa la variante Omicron».\n\n---\n\n## CBC e la sindrome da distress respiratorio acuto (ARDS)\n\nParallelamente alle ricerche su CBGA e CBDA, l'attenzione scientifica si è rivolta anche al CBC (Cannabicromene), un altro cannabinoide presente nella canapa, noto per le sue proprietà antinfiammatorie.\n\nUno studio specifico ha analizzato gli effetti del CBC in un modello sperimentale di ARDS (Sindrome da Distress Respiratorio Acuto), la grave complicanza polmonare che può manifestarsi nei casi più severi di Covid-19. I risultati hanno evidenziato:\n\n- una riduzione delle citochine pro-infiammatorie, le molecole responsabili della cosiddetta "tempesta citochinica";\n- un miglioramento del 50% dei sintomi dell'ARDS sia a livello polmonare che nel sangue;\n- una significativa protezione dei tessuti polmonari dal danno infiammatorio.\n\nGli autori dello studio hanno concluso che «la somministrazione di CBC per via inalatoria può rivelarsi un efficace strumento terapeutico», aprendo così la strada a ulteriori approfondimenti clinici.\n\n---\n\n## Un quadro in evoluzione: cosa manca ancora\n\nQuesti studi si inseriscono in un panorama di ricerca più ampio, ancora in pieno sviluppo, che punta a chiarire se e come i farmaci cannabinoidi possano contribuire alla prevenzione o al trattamento del Covid-19.\n\nÈ importante sottolineare che, allo stato attuale, si tratta di risultati preliminari: sono necessari ulteriori studi clinici su larga scala prima che qualsiasi trattamento a base di cannabinoidi possa ottenere un'autorizzazione ufficiale per l'uso terapeutico in questo ambito. La ricerca è in corso e i dati che emergono sono incoraggianti, ma la prudenza scientifica rimane fondamentale.\n\nCiò che questi studi confermano, tuttavia, è la ricchezza farmacologica della pianta di canapa: oltre ai cannabinoidi più noti come THC e CBD, composti come CBGA, CBDA e CBC stanno rivelando un potenziale terapeutico che merita di essere esplorato con rigore e attenzione.\n\n---\n\n## Vuoi saperne di più sulla cannabis terapeutica?\n\nSe sei curioso di capire come la cannabis medica possa inserirsi nel tuo percorso di cura, THCT — The House Catania mette a disposizione un team di specialisti raggiungibili anche in telemedicina. Prenota una consulenza e scopri se questa terapia può fare la differenza per la tua qualità di vita.
Tag: Covid-19, CBGA, CBDA, CBC, cannabinoidi, ricerca scientifica
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